e li immergo
nel tuo petto
come fosse lo ionio.
rompendo l'immagine
che ti eri fatta di me,
lo specchio vivo
disegnato sul tuo petto.
prendo il tuo cuore
e lo bacio,
prima di mangiarlo
guardandoti negli occhi.
aspettando
l'ultimo tuo respiro,
vedere che aspetto ha,
masticarne il sapore
parlandoci dentro,
addormentandomi,
col tuo cuore
tra le fauci
sognerò
l'inverno.
con in bocca
il suo sole lontano
nel mio petto
sara estate.
____________
update: qui c'è i am the spaz one. buon ascolto :)
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( 3 / 85 )ero di fretta.
né visto
né sentito.
ero sulla spiaggia.
la nuca
sulla battigia,
il resto
al sole.
un paio
di sambuca:
dormivo.
no, non erano lì.
perdere
il proprio corpo
nella phantasia
del calore.
piano piano,
ti spettina
un'onda
alla volta.
è stato un attimo di pausa.
un tiro di merda
mancino alla vita,
l'eucarestìa del demonio.
come se la vita,
la vita stessa,
.si guardasse allo specchio
oihcceps olla essadraug is.
e basta.
io sono una barca.
io sono un'isola.
nasco e muoio
in questo angolo.
accartocciato.
come te.
il niente sono,
il niente intorno.
manco tu ci sei.
finché i miei occhi
sono chiusi,
finché gl'occhi
.sono allo specchio
oihcceps olla onos.
passa un quarto,
di qualcosa,
e mi riprendo.
penso che chiedo
'na cinquanta
'na venti
a questeaquello,
fino alle tre,
poi svolto.
e me la cavo,
pure domani.
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( 3 / 89 )gambizzato
dall'amaro di ieri
mi accascio
sulla terra
che mi sosteneva,
che sembra intera
ma è a brani.
eh.
zolle
di sé stessa
è la terra.
come avessi
arti di legno
e carrucole
per giunture,
tendini di nylon
e muscoli non miei:
non cerco
di proteggermi
cadendo.
casco
e basta,
svenendo.
patapunf.
l'odore
dell'argilla,
dell'acqua
e la punta
dei fili d'erba
mi pinzano
le nari
e si mischiano
ai profumi
del giardino
di ieri.
uno strano medley
che sa di sangue e morte,
umido e merda.
rumori sordi,
niente musica
sotto terra.
la serata
non è un granché.
non sono ancora
tornato a casa,
non ho dormito,
non ho mangiato
e nemmeno potrei.
mio malgrado,
non potrei.
sono svenuto,
e non ho
il controllo
del mio corpo,
ma questo
continua
a spedirmi sms.
brevi informazioni
che non spiegano nulla.
Egli continua
a sentire,
egocentrico.
l'incredibile blob
di cose
che la terra,
così vicina,
mi eiacula
nel naso
ingravida
la mia phantasia.
e non creo:
abortisco
e mi sveglio.
il nuovo nato
è il mondo di ieri.
avete mai
avuto esperienza
di una comunicazione
talmente forte
e intensa
da non poter essere
sostenuta?
avete mai
pensato una cosa
che non avreste mai
potuto dire?
era argilla,
acqua e fili d'erba.
lì mi sveglio,
nell'interruttore
interrotto.
guadagnare
la mia cucina:
quella porta,
la sua finestra:
imperativo.
stringo la terra
riaccorpandola
in una integrità
che non c'era
tra le mie dita.
una zolla nuova
è nata:
mi sollevo.
mi sollevo
come peso morto
come se solo le braccia
fossero vive,
in salute.
il mio capo esausto,
la mia schiena dolorante
avrebbero seguìto.
consecutio temporum.
una goccia di saliva
concima la terra
che mi separa
dal niente.
se questa è la vita.
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