sesso con le nuvole,
bagnate di pioggia
i cui angoli
sorridono
a klee.
ti esti?
la carne
è l'aria
che respira.
bisogna
organizzare
la resistenza.
scegliere.
decidere.
scrivere.
rubrico così
i venti come
aneliti di qualcosa.
i trenta come
non so.
descrivo le cisti della terra come seni.
i miei alberi non conoscono tumori.
le mie foglie sono proiettili
lanciati verso l'infinito.
mentre appoggio
il padiglione
sul cotone
sento il cuore
che batte.
quasi le due,
adesso.
mi affaccio
dalla terrazza,
piscio.
le due
e venti
di tramontana.
[ 17 commenti ] ( 54 visite ) | [ 0 trackback ] | permalink | riferimento |




( 3.1 / 93 )ed il buio prende forma
attraverso un prestito,
un favore dell'immaginazione.
il riflesso ceruleo,
la diffrazione di un puffo
attraverso i secoli
di un posto a sedere.
in ogni banchetto
il viso di ognuno
è riflesso sul piatto
in mezzo al sugo
ed agli spaghetti.
odore di aglio,
per la pressione.
il mio corpo,
offerto in sacrificio per voi.
è il rito del cibo
della carne che mangia
ciò che carne diventa.
ed il buio diventa appetito
di qualcosa che hai intravisto
in mezzo alle chiacchiere kitsch
ed ai difetti subumani
che la confidenza rivela.
è il momento del vino,
il mio sangue
offerto in sacrificio per voi.
c'è un fantasma
che gira per casa,
alle volte lo vedo,
riflesso in un qualcosa.
mi guarda
come si guarda
uno spettacolo.
ride.
è un allegro fantasma di passaggio.
io non posso essere qui,
in questo momento.
e neanche lui.
[ 9 commenti ] ( 37 visite ) | [ 0 trackback ] | permalink | riferimento |




( 3.1 / 84 )ho leccato
il fondo di caffé
di una tazzina,
secco e ruvido.
avevo bisogno
di svegliarmi.
in qualche modo.
ho pensato a mio padre,
a tutti i consigli
che non mi ha dato.
al suo profumo
che gli ho rubato,
che mi parla
di cose cadute
quando la gatta
è di là.
in qualche modo.
mi sono fatto male
tra il vestibolo
e le labbra.
troppa foga.
a mio padre
si mischia il sangue,
questo caffé
mancava di sapore.
ci ho dovuto mettere del mio,
per svegliarmi stasera.
incomincia così, vero?
come una camicia
che si abbottona,
come una scarpa
che si slaccia,
che non viene
che non va.
in qualche modo,
dico,
resta.
[ 14 commenti ] ( 45 visite ) | [ 0 trackback ] | permalink | riferimento |




( 3.1 / 76 )Indietro Altre notizie

Avatar



