in quest'orgia di dolore 
ave maria
che cammini
sulle punte
dei piedi,
nascosto nella
mia carta d'identità,
il tuo viso
riflesso
sui miei cristallini
in una foto
consunta dal tempo.

mia luce
che, tenebro,
non comprendo,
che per questo l'amo:
fatti carne.

immobile e serena
fatti carne.

carne docile e remissiva
personale e ossimorica
dolce
come solo
una donna
può essere:
fatti carne.

questa luce del cielo,
questo amore insereno,

questo fiotto di rosso,
questo cuore insanguinato,

una vita nelle mani
di un'altra vita maneggiare,
le loro speranze,
le loro preghiere:
renditi a noi.

fatti carne,
e muori con noi
in questa valle di lacrime,
in quest'orgia di dolore.

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a sor padrò, nun me baccaglià! nun me baccaglià! nun me baccaglià! 
era meriggio umido e triste quando ho aperto gli occhi ed un pansiero è comparso in me. "parto".

prendo un caffé, prendo la porta. e parto.

faccio la doccia, m'infilo l'impermeabile. e parto.

stazione centrale, un elenco di treni. prenderò il primo che parte.

16.22 il primo per roma, 16.19 allora a firenze. è lui, santa biglietteria automatica dell'unità e dell'adua intercesse per me e mi cagò la grazia. pago, oblitero, salto.
hop.
sono sudato e ansimante, ma in movimento.

2.5 h dopo ero in termini, presi la prima direzione che trovai per sbucare fuori. e vidi roma. agorafobica roma, immensa, calda, accogliente.

giro in tondo e non me ne rendo conto. enorme. enorme roma.
io ero là fuori. e:

fratelli d'italia
l'italia s'è desta
quella d'allora,
mica questa

è tutto un cincischio
un grande intrallazzo
l'italia s'è desta?
ma manco per il cazzo


un pasquino cantava, e cantando mi guardava.

tantissime donne, occhi bistrati, tantissimi fatti, tanta eroina. tantissimi uomini, allegri e mai pesanti.
tanti ubriachi e sorrisi e luci, luci dappertutto.

raccolgo con un decino un saggio "sulle malattie prodotte dalla masturbazione" da una bancarella. lo compro per farmi quattro risate. 'sto tipo è convinto che lo "spreco di liquore seminale" more "vizio funestissimo" porti all'epilessìa. e alla morte. cosa è disposto a dire l'intelletto per poter giustificare un'idea ingiustificabile? tissot è un ottimo esempio.

a pagina venti c'è pure il testimone oculare:

"ho veduto, mi disse il mio amico zimmermann, un uomo di 23 anni che divenne epilettico dopo essersi indebolito il corpo con frequenti masturbazioni". uno spasso.



vedo la locandina di un concerto al forte prenestino. m'ingegno e ci vado. una fraccata di gente, bella musica, e dei murales incredibili. incredibili.













lunedì urlerò il mio solito "a sor padrò, nun me baccaglià! nun me baccaglià! nun me baccaglià! " meno frustratamente.

la gente è calda, a roma, gente. 40°.

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Odio 
Odio la la morte e la malattia
odio il mal di testa
odio tutto ciò che non mi rende libero.

Odio i miei vicini e i passanti
odio chi mi guarda torvo
odio tutto ciò che non mi rende libero.

Odio gli impegni e i doveri
odio il cottimo
odio tutto ciò che non mi rende libero.

Odio la vecchiaia e gli acciacchi
odio il decadimento pscicofisico
odio tutto ciò che non mi rende libero.

Amo la vita.
Per la vita.
Che dona.

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